Siamo appena nella media per quanto riguarda benessere materiale, salute e sicurezza, comportamenti a rischio, e agli ultimi posti per benessere materiale (la povertà infantile superiore del 3% alla media), abitazioni ed ambiente di vita (nonostante tasso demografico basso, molti bambini vivono in ambienti sovraffollati ed in cattive condizioni) ed struzione. In nessuna delle sei dimensioni esaminate l’Italia fa registrare un valore positivo.
La situazione dell’istruzione è di gran lunga quella in cui le nostre prestazioni sono le peggiori. I nostri primati sono:
- il 4° peggior rendimento scolastico medio
- il 3° peggior posto per numero di giovani non occupati, né impegnati in formazione
- il penultimo posto per il disamore per la scuola.
Purtroppo tutto grida a gran voce quanto poco i vari governi abbiano fino ad oggi fatto e continuino a fare per il futuro del nostro paese (la spesa per i più piccoli è l'80% della media OCSE), ed è altrettanto evidente che, se solo il 13% degli studenti è soddisfatto della scuola (meno della metà della media OCSE che è del 27%: alcuni stati come la Norvegia, la Turchia e l’Olanda registrano percentuali vicine o superiori al 40%), tutti gli operatori del sistema scolastico sono tenuti a interrogarsi su cosa possono fare in prima persona per migliorare la scuola, perché sono le persone che fanno l’ambiente.