LE PROBABILITA' DI SUCCESSO DELLA SCUOLA SONO DIRETTAMENTE PROPORZIONALI ALLA CAPACITA' DEGLI INSEGNANTI DI COLLEGARE LA SCUOLA STESSA AL MONDO DEI "NATIVI DIGITALI" PER DOTARLI DI STRUMENTI CHE CONSENTANO LORO DI RICICLARSI IN UN MERCATO DEL LAVORO IN COSTANTE E RAPIDA TRASFORMAZIONE

lunedì 25 maggio 2009

CHI NAVIGA IN INTERNET LEGGE PIU' LIBRI

Dal rapporto presentato dall´Associazione Italiana Editori (AIE) sul tema "Bambini e ragazzi: come leggono e comprano oggi i clienti della libreria di domani" risulta che i ragazzi dai 6 ai 19 anni che utilizzano internet sono lettori più avidi di quelli che non sono soliti navigare.

Un segnale rassicurante e positivo che pone a tacere chi considera i “nativi digitali” una generazione perduta, dedita a pratiche inutili quando non demonizzate che ben si guarda dal prendere in mano un libro fatto di carta e inchiostro. Un’altra considerazione che viene spontanea sul quanto l’essere connessi sia importante è come l’accesso alle nuove tecnologie e al Web sia una questione culturale di rilevante importanza di cui la scuola e lo stato dovrebbero occuparsi, altrimenti si rischia di aprire una altra voragine fra i ragazzi che hanno la fortuna di utilizzare la rete e coloro che non ce l’hanno: i primi accedono a risorse sempre più varie ed ampie, mentre i secondi rischiano di vedere crescere le loro carenze e restare sempre più indietro.

venerdì 8 maggio 2009

Il Web 2.0 aiuta gli insegnanti a diventare migliori.

La donna che vedete qui sopra è conosciuta nel mondo accademico mondiale: neuroanatomista stimata e ammirata, Marian Diamond insegna all’università di Berkeley. I suoi studi degli effetti che l’ambiente esterno, invecchiamento e risposte immunitarie hanno sulla corteccia neocerebrale hanno dimostrato come diversi tipi di input (arricchiti o impoveriti) possono alterare la struttura della corteccia cerebrale dei ratti e conseguentemente il loro comportamento.

Dalle ricerche effettuate risulta che ambienti impoveriti o arricchiti possono aumentare le dimensioni dei costituenti della corteccia ad ogni età (da quella prenatale fino vecchiaia avanzata: 90 anni):

solo 4 giorni di arricchimento possono creare una crescita statisticamente significante, così come 4 giorni di impoverimento possono ridurre significativamente lo sviluppo corticale.

Interessante se pensiamo ai nostri studenti, no?

Chiunque considererebbe un privilegio sedere in un aula ad ascoltare le sue lezioni, e tutti possono, visto che i video del suo richiestissimo corso sono gratis su internet come parte di un crescente movimento mondiale che ha portato molte istituzioni accademiche ad aprire le porte ai loro esclusivi corsi. Berkeley, Stanford, Yale, il MIT hanno tutti messo le loro lezioni su You Tube Edu (lanciato il marzo scorso) in modo che i ragazzi possano ascoltare una lezione interessantissima e il prof abbia più tempo per le domande.

Per gli insegnanti la conseguenza più rilevante è l’opportunità di avere feedback e di farsi notare: invece di immergersi nella ricerca ora lavorano duro per diventare insegnanti migliori.

A 82 anni, la professoressa Diamond invece di pensare a farsi da parte, si sorprende per la possibilità di parlare al mondo e di potersi godere messaggi da studenti ed insegnanti da ogni angolo del pianeta: una soddisfazione impensabile prima del Web 2.0.

mercoledì 29 aprile 2009

MENTE CREATIVA POVERA: GLI ITALIANI SONO FRA GLI ULTIMI IN RICERCA , BREVETTI E TECNOLOGIA.


La Commissione Europea ha pubblicato l'Eurobarometro, secondo i cui indici, l'Italia nel campo dell'innovazione è nei penultimi posti, ben al di sotto della media europea (colonnina bianca del grafico qui sopra) per quanto riguarda, fra l'altro, gli investimenti in Ricerca e Sviluppo, in Informatica, il numero dei diplomati e laureati in discipline tecnico- scientifiche e i brevetti europei.
Il trend consolidato già da qualche anno non sembra imputabile alla crisi mondiale e ai ridotti investimenti: mancano invenzioni, scienza e cultura. Questa notizia mi ha fatto pensare a "Minds for the Future", l'ultimo libro di Gardner, in cui lo studioso sottolinea la necessità di rivedere completamente e profondamente i modelli dell'apprendimento: il sistema educativo attuale, nato per preparare individui per il 19° e il 20° secolo, è adatto a sviluppare abbastanza bene solo la "disciplined mind" (mente rispettosa di regole e standard: "mente ubbidiente"), che si estende in profondità, ma, che purtroppo, non è sufficiente da sola ad affrontare le sfide del 21° secolo.
Gardner accusa il sistema scolastico di disinteressarsi della "synthesizing mind" ("mente sintetizzatrice") che si sviluppa in ampiezza, e, cosa ancor più grve, di paralizzare la "creating mind" ("mente creativa") , che è straordinariamente elastica e costituisce la base del successo nell'economia della conoscenza.
Lo scrittore esamina il sistema americano, ma non credo che la nostra scuola sia più preparata a stimolare la creatività: forse se vogliamo più innovazione sarebbe opportuno rivedere le priorità all'interno dei programmi, riducendo la quantità a favore della qualità e soprattutto a favore dello sviluppo di abilità tecnologiche e di probelm solving.

STRUMENTI MULTIMEDIALI E INSEGNANTI DIGITALI

Pier Cesare Rivoltella, docente e direttore del Cremit dell'Università Cattolica di Milano, si è recentemente espresso in merito al sempre più diffuso utilizzo delle Lavagne Multimediali (Nova- Sole 24 ore- 22 aprile scorso) osservando come il futuro della scuola non passi automaticamente attraverso le attrezzature e l'alfabetizzazione digitale, ma sia nelle mani dei docenti.
Recentemente una collega mi ha fatto notare come leggere le informazioni da una pagina web non sia molto diverso dal leggere una pagina di un libro: non posso che essere d'accordo! Ciò non vuol dire che il computer o il web siano equiparabili a un testo cartaceo, ma che è l'uso che se ne fa a determinarne il valore aggiunto. Ecco dove dovrebbe entrare in campo la volontà di aggiornamento dell'insegnante: la lavagna multimediale, come tante risorse del Web 2.0, ha un potenziale per realizzare collaborazione e cooperazione fra docente ed alunni per costruire conoscenza insieme qualora il docente sia preparato ad utilizzarla per il vero fine ultimo a cui è preposta ovvero la costruzione di conoscenza collaborativa.

Ma il DNA degli insegnanti è difficile da modificare! Abitudini radicate, a causa di esposizione protratta ad un tipo di metodologia immutata nei decenni, sono difficili da rimuovere. E' faticoso mettersi in discussione, lasciare che i ragazzi sviluppino abilità di autovalutazione e lavorare insieme a loro, significa scendere dal piedistallo di detentore di conoscenza assoluta, aprirsi al mondo e mettersi al fianco di chi sta crescendo, come compagno esperto, sì, ma soprattutto come life-long learner, curioso del nuovo che c'è intorno, aperto a sperimentarne le potenzialità, disposto a studiare di nuovo.
Solo se mostriamo amore per la conoscenza, riusciremo a trasmettere l'entusiasmo della sfida e la soddisfazione dell'apprendimento continuo.

martedì 7 aprile 2009

Il ruolo fondamentale della scuola nell'economia futura.

I segni del cambiamento sono ovunque: l’OECD OBSERVER, il notiziario dell’OECD in inglese e francese ha introdotto una nuova edizione web ottimizzata per cellulari e iPhone, e in calce ai nuovi articoli sono riportate le icona segnalibro dei Media Sociali più diffusi (Facebook, My space ecc). Nell’anno dedicato a Darwin forse sarebbe opportuno ricordare che la specie destinata a sopravvivere è quella che meglio si adatta ai cambiamenti, se questo non bastasse si potrebbe richiamare quanto lo storico Arnold Toynbee afferma in merito alla fortuna e alla disgrazia delle civiltà dovuta alla capacità di sfruttare le più recenti tecniche disponibili e distribuirle alla popolazione nella sua totalità.
L’ articolo dell’OECD “Innovation and globalisation OECD through its looking glass” di Ron Gass, esamina gli scenari possibili per lo sviluppo dell’economia e il ruolo delle istituzioni scolastiche nella definizione di questo futuro. Fin quando il costo del lavoro è il principale fattore della produzione è logico che la produzione stessa si sposti nei paesi dove il costo del lavoro è più basso. Ma nelle economie e nelle società dell’informazione la creatività, l’innovazione e l’imprenditorialità devono essere distribuite a tutta la popolazione. C’è necessità di proporre politiche basate sul territorio: è la mobilizzazione di risorse umane e culturali endogene, piuttosto che la ridistribuzione di risorse tramite sussidi che deve guidare le politiche e la cultura economica deve tendere verso l’intraprendenza e l’iniziativa piuttosto che verso l’assistenza. La globalizzazione e l’innovazione da un lato accrescono la ricchezza, ma dall’altro aumentano la disuguaglianza sociale: le economie e le società democratiche avanzate non possono sfuggire ai loro potenti effetti sociali. Nel transitare dalla società industriale a quella post-industriale a quella dell’informazione, gli sviluppi futuri sembrano far sfociare questo cambiamento continuo nella necessità di società creative. Una volta risolta la presente crisi dei mercati finanziari, l’unica possibilità di crescita e produttività dell’economia reale sarà cavalcare l’onda emergente delle tecnologie pervasive nei settori dell’energia, delle tecnologie biologiche ed ecologiche e delle comunicazioni.
L’OECD ha aperto un dibattito sulla società creativa e invita il settore dell’istruzione a prendere le redini perché da sempre l’istruzione, altre a trasmettere l’eredità del passato, è stato il settore deputato a preparare per il futuro. Mi chiedo quanti docenti siano pronti e disposti a farsi carico di questo compito così importante: purtroppo nella mia esperienza quotidiana non ne vedo molti!

lunedì 6 aprile 2009

Computer in strada per i bimbi indiani: una iniziativa originale che sta dando risultati notevoli



Delle relazioni messe disponibili on-line del convegno torinese conclusosi il 26 marzo scorso "Un Giorno di Scuola nel 2020" organizzato dalla Fondazione per la Scuola Compagnia di San Paolo, l'intervento che ho trovato più interessante è stato quello di Sugata Mitra, Professore di Tecnologia della didattica e Direttore di ricerca, School of Education, Communication and Language Sciences,dell'Università di Newcastle, UK. Il docente ha presentato un modello di apprendimento autorganizzato volto a recuperare lo svantaggio della perifericità geografica ove massima è la necessita di aver accesso a tecnologie per l'istruzione perché è proprio lì che non esistono buone scuole o buoni insegnanti.
La "HiWEL" (Hole-in-the-wall education Limited), ha allestito delle postazioni computer in strada resistenti alle intemperie e ad eventuali tentativi di manomissione e piccoli furti, in grado di funzionare autonomamente ma dotate anche di un dispositivo di controllo a distanza (Remote Monitoring Station) per monitorarne l'utilizzo giornaliero. L'accesso costantemente disponibile permette ai bambini (le pensiline di riparo sono volutamente posizionate ad un altezza ridotta per evitare l'utilizzo delle postazioni da parte di adulti) di scoprire software didattico che coinvolge i piccoli in progetti concreti direttamente riferibili alla loro vita quotidiana: verifiche didattiche accuratamente programmate hanno fatto riscontrare nei piccoli utenti, non solo un rendimento scolastico maggiore, ma, cosa ancora più importante, sviluppo di abilità collaborative e una abilità indirettamente indotta di analizzare e sintetizzare e valutare informazioni che farà di loro dei long-life learner. Grazie ai loro speciali "buchi nei muri" i bambini trovano informazioni, raccolgono dati e stilano relazioni per la comunità.
L'India progetta di poter far accedere all'istruzione di base entro il 2010 tutti i bambini e - sopratutto - le bambine dai 6 ai 14 anni residenti sia in zone rurali che urbane e l'iniziativa del HiWEL sembra la chiave di volta per garantire sia l'inclusività che la qualità auspicabile per una tale iniziativa.
Non vi è alcun dubbio che il futuro dell’istruzione sarà molto diverso dalla situazione odierna: non può non colpire la voglia di scoprire, conoscere, apprendere che fa accalcare i bambini che si vedono nel video della CNN qui sotto (le postazioni sono state una fonte di ispirazione per il film "Slumdog Millionnaire"), una curiosità che la scuola che resta indietro legata alle sue radici industriali, con insegnanti arroccati nella loro illusione di detenere tutto il sapere e la formula magica per somministrarlo ai loro studenti, non sa più cosa sia. Anche i docenti che usano i TIC spesso si guardano bene dal mettere in discussione il funzionamento del sistema di istruzione (George Louis Baron), mentre ciò di cui hanno bisogno gli studenti oggi è
- usare tecnologia ovunque e in ogni momento il loro apprendimento lo richieda per accedere ad informazioni indispensabili per perseguire i loro obiettivi
- usare un ampio raggio di risorse di apprendimento e collaborazione con gli altri in un ambiente che fornisca servizi on line ovunque essi siano e garantisca l'accesso a quel supporto per l'insegnamento e l'apprendimento formale che è la rete(Levy and Murnare citati da Doug Brown).
Ai docenti testardi che si reputano fonti di sapere intoccabili vorrei far notare che quando la BBC il 24 agosto 2006 alle 13.30 informò che i pianeti del sistema solare erano diventati improvvisamente solo 8 perché gli astronomi avevano rivisto le caratteristiche dei pianeti, alle 13:31 l’articolo di Wikipedia era già aggiornato e fu ritoccato ben 90 volte prima della mezzanotte dello stesso giorno; e che usare Open Courses universitari del MIT è come trovare 40.000 $ su una panchina come ha detto un certo Michael da una cittadina rurale americana.
Eric van Hippel docente del MIT, e autore dell'opera "Democratizing innovation" utilizza la parola "prosumer", che epitomizza la natura di network cooperativo di creazione della conoscenza della rete fondendo "producer" e "consumer": l'insegnamento dei prossimi decenni dovrà essere incentrato sul discente, dovrà essere ricco di tecnologia, esplorativo per natura e focalizzato alla risoluzione di problemi (Tracy Grey).

mercoledì 18 marzo 2009

IL 100% degli studenti all'università: la ricetta per il successo è il curricolo integrato

E' la High Tech High (una scuola elementare, due medie e cinque superiori) di San Diego a detenere il primato dell'accesso del 100% dei suoi studenti all'università grazie ad un curricolo di studi interdisciplinari integrati. Un successo che nel 2000, quando ha aperto con una sola classe, non era dato per scontato ma che è arrivato puntuale grazie ad una ristrutturazione completa dell'esperienza scolastica.
Una rivoluzione iniziata alla fine degli anni 90 grazie a ricerche come
"The Logic of Interdisciplinary Studies" di Sandra Mathison and Melissa Freeman (presentato al simposio annuale dell'American Educational Research Association) che evidenziavano come curriculi di studio interdisciplinari integrati portassero a "risultati educativi positivi":
- comprensione, ricordo ed applicazione di concetti generali migliore;
- comprensione di interconnessioni globali e sviluppo di prospettive, punti di vista e valori multipli accresciuti;
- maggiore abilità nel prendere decisioni, nel pensare criticamente e creativamente e nel sintetizzare conoscenza al di là delle discipline;
- abilità di identificare, valutare e trasferire informazione significativa per risolvere problemi più sviluppata;
- promozione di apprendimento cooperativo, percezione della propria attitudine ad apprendere e dell'importanza del proprio ruolo all'interno della comunità;
- motivazione più forte.
Grazie anche al supporto di figure ispirate ed importanti come Sir Ken Robinson, Heidi Hayes Jacobs e James Beane, il sistema americano sembra avere metabolizzato questa esigenza indispensabile di integrazione. Bene lo dimostra il video "Common Sense: An Overview of Integrated Studies", nel quale sono riportate alcune illuminanti esperienze che confermano l'efficacia dell'approccio multidisciplinare che fa della scuola una palestra di vita dove fare esperienze concrete indimenticabili, collaborare contribuendo con talenti diversi, rielaborando in creazioni originali informazioni aggiornate, per sottoporle infine a giudizi di pari ed esperti.
Che senso ha nella realtà esperenziale quotidiana dell'attuale società della conoscenza post-industriale un insegnamento per discipline rigidamente incastrato in un orario scolastico?
Il denominatore comuni a tutti i progetti del video è la programmazione realizzata da docenti ed esperti di un'area di convergenza di discipline disparate: alla Landy Middle School per esempio degli studenti quttordicenni hanno progettato, costruito e testato delle automobili a propulsione ad aria di palloncino, creato spot pubblicitari e calcolato un finanziamento per l'acquisto dei prototipi.
La King Middle School ha addirittura stilato l'intero curriculum degli studenti su una trama interdisciplinare, raggiungendo traguardi straordinari: la scuola, precedentemente inserita fra quelle con risultati di livello più basso, appartiene oggi al gruppo migliore.
Forse una rivisitazione del concetto di interdisciplinarità, da riconiugare al di là delle rigide e surreali articolazioni orarie, aiuterebbe anche la scuola italiana a riagganciarsi alla realtà, al fine di ottenere risultati più soddisfacenti, indispensabili per consolidare l'autostima degli studenti: il preside della King Middle School riferisce un commento di uno studente che epitomizza il successo massimo di un'istituzione scolastica "Nessuno qui si sente più stupido!".